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Specialità Caraibici

Roberto Ramazzotti

E’ di fondamentale importanza conoscere la funzione storica delle danze caraibiche che, senza ombra di dubbio, sono forse la massima concretizzazione del concetto di danza attraverso i tempi.
E’ proprio attraverso il tempo che deve essere analizzata la danza: la danza è cultura, è la storia dei popoli, vi si leggono usi e costumi, date e periodi, civiltà e tradizioni ben precise e definite.
La danza è sicuramente un rito, un concentrato denso di cultura e di tradizioni ormai radicate in millenni che si perdono nella notte dei tempi.
E’ nella civiltà tribale che emerge la danza come elemento insostituibile e di importanza vitale. E’ la danza che scandisce i ritmi della vita: si danza prima di un matrimonio cosi’ come si danza prima di una battaglia.
La cultura occidentale è sicuramente povera di queste danze di iniziazione: il contesto viene plasmato, traslato e si arriva ad un cerimoniale differente, a costumi diversi e a luoghi molto lontani ma il concetto di fondo rimane sempre lo stesso: attraverso il ballo si entra nel mondo. Ecco quindi il gran ballo delle debuttanti, questa sfarzosa cerimonia di ingresso ufficiale nella società di una giovane dama guidata da un meraviglioso cavaliere.
Quella che era la danza tribale è diventata un ballo, un ballo fine a se stesso che non è più un rituale: si balla per divertirsi fino a cadere addirittura nel folklore.

E’ sicuramente difficile trascivere sulla carta in versione uomo o donna i movimenti anche della più semplice delle figure: è necessario un esame tecnico approfondito che dimostri l’applicabilità di quello che viene descritto.
Il lavoro è stato impostato lasciando volutamente scoperti tutti quei fattori personali, soggettivi, di libera interpretazione che rendono il modo di ballare di ognuno cosi personale.
Le danze caraibiche richiedono quindi questo tipo di approccio.
La struttura musicale è dinamica, l’esecutore è chiamato a certi movimenti che dovranno coinvolgere l’intero corpo ed ognuno dovrà contare su di una propria scioltezza.

La danza necessita di interpretazione , di essere mimata e raccontata, si simula il corteggiamento di un animale così come un duello oppure una guerra.
Le danze latino americane simboleggiano sicuramente appieno questa simbiosi: per esempio il Paso Doble vede un uomo torero mentre un Blues è un triste ricordo della condizione di schiavo. Schiavi che vennero portati a Cuba dagli spagnoli, schiavi africani che fusero tutte le loro abitudini con i repertori cubani tipici delle danze di campagna.
La tradizione cubana e caraibica presenta forti radici africane: il ballo è sempre legato alla sfera religiosa, al lavoro quotidiano che viene esaltato attraverso la danza.
In tutti i balli cubani è sempre presente una comunicazione costante di dolcezza e sensualità all’interno della coppia che balla, che si perde in balli popolari lenti e tranquilli cadenzati da strumenti a percussione da viole e da flauti. Nei quartieri poveri si diffonde la rumba, legata ad un canto triste accompagnato da strumenti improvvisati, cucchiai, zappe o casse di legno.
Sicuramente il più antico ballo dell’America Latina è il Merengue, il meno cubano di tutti, quello che ha sicuramente profonde radici africane. Nel corso dei tempi non ha mai subito modifiche: è rimasto intriso di sensualità, di una forte carica erotica: è l’arma di seduzione, ricca di inventiva ed improvvisazione, per corteggiare la dama.
La ricerca delle origini del salsa è decisamente difficoltosa. Tracce di questo ballo si ritrovano nella tradizione musicale di molti paesi del centro e sudamerica, dal Venezuela a Cuba, da Puerto Rico a Panama.
Anche dal punto di vista musicale il Salsa è un ritmo difficilmente riconducibile ad un particolare periodo storico. Quasi sicuramente il salsa, nella sua forma più antica, è nato a Cuba all’inizio del secolo. A questo punto è necessario ricordare l’importanza del son nella cultura musicale cubana: da questo ritmo hanno avuto origine molti popolari ritmi latini tra i quali la guarancha, il mambo, la rumba ed il salsa.
Il son era un ballo sofisticato ed aristocratico che si ballava nella zona metropolitana dell’isola, nei quartieri ricchi dell’Havana, mentre nelle periferie come Matanzas (la città natale di Perez Prado) in cui c’era la più alta concentrazione di schiavi africani i ritmi della giornata, dalla mattina fino alla notte, erano scanditi dalla rumba.
I giovani cubani non gradivano più ballare il vecchio son cubano, lento e con poche figure: si cercò quindi di renderne la musica più veloce e gradevole aggiungendo anche i fiati ed il pianoforte e di inserire un gran numero di figure libere che non snaturassero il senso originario del son cubano.
Come è accaduto per la maggior parte dei ritmi latini, anche il Salsa ha varcato presto i confini cubani per approdare negli Stati Uniti. Nei primi anni quaranta El Bario, il quartiere latino di New York popolato da portoghesi, venezuelani, cubani, uruguaiani, panamensi e colombiani , diventa la culla di questo nuovo ritmo in cui si fondono il son cubano con la rumba ed jazz americano: si inizia a parlare di Salsa metropolitana.
I dirigenti delle più prestigiose case discografiche americane colsero subito la potenza di questo nuovo ritmo: una miscela musicale entusiasmante, travolgente e tanto esplosiva quanto inedita. Gli addetti ai lavori si trovarono in mano un prodotto commerciale a cui mancava però l’etichetta: si trovò così un nome facile da ricordare e simbolo di questa miscela musicale: Salsa.
Fra i grandi musicisti che portarono il Salsa ad altissimi livelli merita una citazione Willie Colon, che personalizzò gli schemi cubani adeguandone il ritmo alle esigenze di un ballo più veloce, allegro e soprattutto meno aristocratico. Tito Puente, musicista newyorkese nato nel quartiere del Barrio, divenne il signore indiscusso del salsa. Se a Celia Cruz va il merito di aver diffuso il salsa negli Stati Uniti, i Fania All Stars, un gruppo formato dai migliori musicisti latini, portò il salsa in giro per il mondo, conquistando persino gli europei così legati al rock americano.
Ven, 2 ott 2009